Mentre in Italia si è appena iniziato a discutere sull’opportunità d’installare batterie d’accumulo nelle reti elettriche, con tanto di scontro tra Enel e Terna, la Cina si è già portata avanti. La sfida è nota: assorbire l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico, per poi distribuirla secondo i picchi di consumo. Il problema, infatti, è l’intermittenza di queste fonti, perchè la loro produzione dipende dalle condizioni atmosferiche (l’irraggiamento solare e l’intensità del vento). Così in Cina è sorto il primo impianto a livello mondiale che combina le rinnovabili con un maxi centro di stoccaggio, collegato alla rete nazionale.
Con un investimento di 500 milioni di dollari, l’azienda cinese Byd e la società che gestisce le linee elettriche (State grid corporation of China) hanno realizzato un sistema di batterie agli ioni di litio con una capacità totale pari a 36 MWh. L’energia proviene da un parco eolico di 100 MW e da uno fotovoltaico di 40 MW; il centro si trova a Zhangbei, nella provincia di Hebei. Le batterie, disposte in capannoni, occupano una superficie equivalente a quella di un campo di calcio. Il progetto definitivo è ancora più ambizioso, volendo raggiungere 110 MWh di capacità di stoccaggio, abbinata a impianti eolici e solari per complessivi 600 MW di potenza disponibile.
L’obiettivo di questi investimenti è convogliare quantità crescenti di energia rinnovabile nelle reti, assicurandone al contempo la sicurezza e stabilità. Sembra l’unico modo per diffondere su vasta scala le fonti alternative, insieme con le smart grids (reti intelligenti). Queste ultime sono dotate di dispositivi elettronici capaci di gestire una produzione di energia sempre più decentralizzata e discontinua, caratteristica, appunto, delle tecnologie pulite.
Senza contare l’impegno di alcune grandi compagnie, come GE, verso la flessibilità delle centrali a gas, nel tentativo (riuscito) di far convivere le fonti tradizionali con quelle rinnovabili. Sul mercato ci sono già turbine a gas che possono accendersi e spegnersi in poco tempo, rimanendo efficienti anche con un carico di lavoro molto basso. In questo modo, si può utilizzare l’elettricità eolica o solare quando è disponibile, abbassando l’intensità di funzionamento delle centrali classiche. Ci sono anche progetti per integrare gas e rinnovabili in un unico impianto. Così, può darsi che in futuro la Cina potrà rinunciare a costruire nuove centrali a carbone per placare i suoi consumi di energia, come quella annunciata nelle scorse settimane dal gruppo Shenhua: sarà un impianto da otto GW, il più grande di tutta l’Asia.
[Fonte: energia24club.it]
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