UNO SCENARIO ELETTRICO PER IL 2020 (I PARTE)

Il Piano di Azione per le Energie Rinnovabili (PAN) presentato dal Ministero dello Sviluppo Economico in conformità alla Direttiva 2009/28/CE, esprime la strategia del Governo italiano nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e ne descrive le principali linee di azione.
Il documento, elaborato secondo le specifiche fornite dalla Commissione europea, riporta le politiche e le misure già esistenti o previste in materia di fonti rinnovabili, fornendo una descrizione completa e accurata di quanto fatto in passato sia nel comparto della produzione elettrica, sia di quelli del riscaldamento, del raffrescamento, e dei trasporti.

Il PAN assume come “baseline” al 2020, tenendo conto dell’effetto della crisi economica, un Consumo Finale Elettrico Lordo di 407.000 GWh. Tuttavia, supponendo ulteriori misure supplementari di efficienza che dovrebbero esplicitarsi sui 24.000 GWh di minori consumi, il PAN individua un Consumo Elettrico Finale Lordo previsto al 2020 intorno ai 380.000 GWh.
La produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili al 2020 è identificata in 98.880 GWh pari al 26% del Consumo Lordo (vedi tabella 1).

Purtroppo il documento non riporta in modo dettagliato i presupposti e le ipotesi di calcolo che stanno alla base delle previsioni di richiesta di energia elettrica sulla rete al 2020, né sono esplicitati i criteri di previsione e di stima dei contributi delle varie fonti.

In particolare gli apporti idroelettrici sembrano particolarmente sottostimati dato che già negli anni dal 2001 al 2003 sono stati superati i 42.000 GWh di produzione netta e che nel 2009 è stato raggiunto il record di ben 47.000 GWh netti prodotti. Inoltre la potenza di riferimento del 2005 differisce sensibilmente da quella riportata da Terna e GSE per lo stesso anno.

Il limite di 9.650 GWh posto alla produzione di solare fotovoltaico rispecchia pedissequamente il limite degli 8.000 MW incentivabili al 2020 e non vengono considerati effetti di “free-riding” dovuti a un probabile raggiungimento della “grid parity” prima del 2020.

Per quanto riguarda i biocombustibili, le ore di funzionamento degli impianti, calcolabili con il raffronto tra energia e potenza sembrano esigue, considerando che molti di tali impianti hanno regimi di funzionamento superiori alle 7.000 ore. Analogamente il funzionamento medio del parco eolico on-shore, fissato in sole 1.500 ore/anno sembra particolarmente esiguo.

Tuttavia, al di là degli adempimenti formali, quali la presentazione del Piano a Bruxelles, ciò che ancora manca è la definizione di un quadro organico di strumenti attuativi stabili e il superamento di tutte le inefficienze che oggi caratterizzano il sistema energetico italiano.

Pertanto, con questo documento intendiamo proporre uno scenario basato sull’adozione di una strategia complessiva che coniughi la riduzione prioritaria dei consumi finali elettrici con l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Riteniamo, infatti, che riducendo sostanzialmente il fabbisogno globale di energia finale, anche le quote di Fonti Rinnovabili necessarie a raggiungere l’obiettivo saranno minori. Da questo punto di vista, crediamo che la riduzione dei consumi, benché rappresenti una misura NON vincolante del “pacchetto 20-20-20” deve essere assunta come priorità nell’implementazione del Piano di Azione Nazionale.

Lo studio condotto dal Gruppo “eErg” del Politecnico di Milano ha stimato che il potenziale economicamente conveniente di risparmio energetico, inferiore a 6 €cents/kWh, cioè che costa meno che produrre Energia Elettrica, è di 82.000 GWh al 2020, equivalenti a 7 centrali nucleari da 1.600 MW. Secondo il Politecnico, spendendo 5 miliardi di euro si attivano 63.000 posti di lavoro stabili e si producono benefici economici stimati in 65 miliardi di euro al netto degli investimenti (tabella 2). 

Assumendo come Scenario di Riferimento quello indicato dal Ministero dello Sviluppo Economico e calcolato in ottemperanza alle indicazioni fornite dalla Commissione europea, il fabbisogno di energia elettrica richiesta in rete, depurati dei possibili risparmi indicati dal Politecnico di Milano, si attesta intorno i 330.000 GWh.

Per quanto riguarda i contributi che le Fonti Rinnovabili possono fornire al fabbisogno di Energia al 2020, ci riferiamo ai potenziali espressi dalle varie Associazioni di settore.

SOLARE
Lo studio “SET For 2020” realizzato dall’Associazione europea delle industrie del fotovoltaico (EPIA) ha identificato tre possibili scenari di diffusione del fotovoltaico, determinati da una serie di condizioni diverse:

  • uno scenario di base che prevede una penetrazione del fotovoltaico del 4% entro il 2020. Si tratta di un’ipotesi di crescita “business as usual”. Questo scenario non prevede modifiche al sistema elettrico esistente, ma richiede un totale impegno da parte del settore fotovoltaico nella riduzione dei costi, nel marketing e un più ampio sostegno politico in Europa.
  • uno scenario di crescita accelerata che punta a coprire il 6% del mercato, rispettando ampiamente gli attuali limiti infrastrutturali. Oltre ai requisiti di base, la crescita accelerata richiede modifiche minime al sistema elettrico esistente, una filiera di produzione e distribuzione ottimizzata, una maggiore cooperazione con le utilities e una trainante offerta di prodotti e servizi.
  • infine, uno scenario Paradigm Shift che punta invece ad un obiettivo del 12%. Oltre alle condizioni viste in precedenza, questo scenario richiede, oltre a miglioramenti della catena di produzione e distribuzione e delle strategie operative e di marketing, una rapida e vasta implementazione dei meccanismi di stoccaggio dell’energia e l’utilizzo delle innovative “smart grid” o reti intelligenti. La visione dell’EPIA va oltre il 2020, con una penetrazione del fotovoltaico che supera abbondantemente l’obiettivo del 12%.

Il potenziale del fotovoltaico è sicuramente molto elevato. Lo scenario di base comporta la realizzazione di 15.000 GWh al 2020, mentre il PAN-2010 fissa un obiettivo di 8.000 MW con 9.650 GWh di produzione elettrica. La resa, evidentemente cautelativa, è fissata in 1.200 kWh/kW, valore ragionevole per il Nord-Italia, mentre nel Sud la resa può arrivare tranquillamente a valori intorno i 1.500 kWh/kW. Il PAN prevede inoltre altri 500 MW di solare termodinamico con una produzione di ulteriori 1.700 GWh. Occorre precisare che sebbene il Governo non intenda incentivare più di 8.000 MW di potenza fotovoltaica, al 2015 la tecnologia dovrebbe aver raggiunto la cosiddetta “Grid Parity” per cui riteniamo che una quota di 12.000 GWh, comprensivi di solare a concentrazione sia assolutamente prevedibile e che potrebbe anche essere superata.

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