ROMA - Più equità, meno costi in bolletta e benefici per l’ambiente. Sono le promesse della rivoluzione nella bolletta dell’elettricità pronta a scattare il primo luglio. Per circa quattro milioni di famiglie a partire dall’inizio del nuovo mese l’energia non costerà infatti più lo stesso, ma sarà divisa in fasce orarie. Quando la richiesta ed i costi dell’elettricità sono minori, dalle 19.00 alle 8 del mattino dal lunedì al venerdì, nell’intero fine settimana e nei giorni festivi (indicate in bolletta come fasce orarie “F2 e F3″) si pagherà l’elettricità a un prezzo più basso. Il costo sarà invece più alto nelle restanti ore dei giorni feriali, ovvero dalle 8.00 alle 19.00, quando la domanda e i costi dell’elettricità sono maggiori (fascia oraria “F1″). Al momento la possibilità di pagare l’elettricità con prezzi diversi a seconda degli orari già esiste su base volontaria, ma dal primo luglio la novità riguarderà automaticamente tutti gli utenti dotati di un nuovo contatore elettronico appositamente “riprogrammato che hanno ricevuto in questi mesi l’apposito avviso da parte del loro fornitore.
Volendo introdurre questo cambiamento destinato a influire su usi e abitudini quotidiani con gradualità, la differenza tra le due tariffe per un periodo transitorio di 18 mesi sarà solo del 10%. Questo significa che anche adeguando i propri comportamenti alla nuova tabella oraria il risparmio in bolletta sarà di pochi euro.
L’Autorità per l’energia e il gas ha realizzato ad esempio le proiezioni con i profili di due consumi tipo, quelli di un single e quelli di una famiglia composta da quattro persone. Tenendo conto che l’utilizzo degli elettrodomestici più energivori (lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno elettrico, ferro da stiro, forno elettrico) è già orientato verso le fasce orarie a costo minore (72% in “F2″ e “F3″ e 28% in “F1″ nel caso della famiglia, 79% in “F2″ e “F3″ e 21% in “F1″ nel caso del single) su base annuale il risparmio sarebbe in entrambi i casi inferiore ai quattro euro. A determinare uno scarto così basso non è solo il piccolo margine di differenza iniziale tra le due tariffe, ma soprattutto il fatto che il costo dell’energia è solo una parte marginale di ciò che paghiamo in bolletta, mentre il grosso è determinato da canone e imposte varie.
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Ma quanti saranno gli Italiani che prenderanno davvero l’abitudine di coordinare le proprie azioni con l’oroglogio?