WASHINGTON – Barack Obama definisce il disastro della marea nera «l’11 settembre dell’ambiente» e scoppia la polemica con la protesta dei parenti delle vittime degli attentati del 2001. Tutto è cominciato con una intervista rilasciata venerdì dal presidente americano al giornale Politico e pubblicata domenica. «Così come la nostra visione della politica estera si è rivelata vulnerabile ed è cambiata profondamente dopo l’11 settembre, penso che questo disastro cambierà il modo in cui penseremo all’ambiente e all’energia per molti anni a venire», ha detto Obama.
LA REPLICA – «È una affermazione fuori luogo», ha replicato il vice capo dei pompieri Jim Riches, che perse un figlio nell’attacco alle Torri gemelle. «Quelli furono attacchi terroristici, non qualcosa causato da persone che cercano di fare soldi», ha aggiunto in una intervista al New York Daily News. Per Jack Lynch, padre di un pompiere morto durante gli attacchi, «paragonare un incidente ambientale, se così lo vogliamo chiamare, a un attacco terroristico premeditato è ridicolo. I politici non hanno il senso della realtà». Tra i parenti delle vittime comunque ci sono anche pareri discordanti. Lo stesso quotidiano ha citato Sally Regenhard, un figlio morto negli attentati, secondo la quale «proprio come l’11 settembre, non c’erano piani per prevenire l’emergenza. Sono fallimenti del sistema di governo. Io non mi sento offesa dal commento». (Fonte Agi)
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In un mio commento dello scorso 20 maggio ho espresso la mia opinione secondo cui esisteva una similitudine con l’11 settembre. L’attentato alle Torri Gemelle è stato portato a termine perchè gli Americani hanno trascurato alcuni segnali premonitori; di fatto non hanno voluto credere che qualcuno potesse portare in maniera così eclatante la morte dentro casa loro. Così, oggi mi sembra di capire che l’incidente alla piattaforma petrolifera della BP sia stato trattato con superficialità ovvero si sia provato a ridimensionare la gravità di una situazione che oggi Barack Obama assolutamente non prova a nascondere.
E così io credo che il Presidente degli Usa abbia giustamente voluto paragonare le due situazioni che sono gravissime non solo per l’America e gli Americani, ma per tutti noi. Ed il problema è sempre lo stesso: l’omicidio di migliaia di persone è nell’immaginazione collettiva un episodio deplorevole fino all’ennesima potenza; l’ecocidio, per quanto grave, invece, rimane un dramma comunque più contenuto. Or bene, quando si devastano gli ecosistemi così come è accaduto a causa della marea nera si distrugge una quantità di biodiversità tale che sicuramente si procurano ingenti alterazioni agli equilibri delle catene alimentari in cima alla quale – non dobbiamo dimenticarlo – ci siamo noi uomini. A causa della marea nera sono già morte tante specie animali e vegetali, ma probabilmente ci saranno anche tanti uomini che ne pagheranno le conseguenze in termini di malattie, carestie e stenti. Ma poichè il legame tra morti e feriti non è direttamente riconducibile alla causa (come nel caso delle Torri Gemelli) ci piace pensare che un simile disastro ambientale impatti sulle nostre vite meno del crollo delle Torri Gemelle. Mediatate gente …
Devo dire che il termine “ecocidio” rende bene la gravità della situazione. Per noi italiani “ecocidio” ricorda molto da vicino “omicidio” conferendo un che di pericoloso e minaccioso a coscienze che, troppo spesso, tendono a minimizzare.
Non avevo mai riflettuto veramente su questa similitudine tra il disastro della “marea nera” e dell’attentato alle Twin Towers. E sono d’accordo con Obama (ed anche con Franco Pinto), così come non vedo alcunchè di offensivo nel paragonare i due disastri. Non penso che morire per mano del terrorismo sia molto diverso da morire a causa delle radiazioni di Chernobyl o delle emissioni venefiche di Bhopal. D’altronde, le morti direttamente collegabili alla marea nera non sono certo così facili da contare come nel caso di Bhopal ma ci sono e sicuramente ce ne saranno altre.
Devo dire che il paragone tra l’attentato alle Torri Gemelle e la maea nera non mi hanno lasciato indifferente. Così pure la similitudine tra “ecocidio” ed “omicidio”. Di certo si tratta di eventi e parole forti. Di quelle che ti scuotono dentro e fanno emergere drammaticamente le contraddizioni dei nostri tempi. Sono tutti segnali che minano la stabilità di un mondo dove si può essere ricchissimi ma al tempo stesso morire di fame e stenti; dove si può essere liberi essendo completamente soggiogati da falsi miti o presunte verità; dove si corre alla ricerca di mari pulti e cristallini e si creano, così … per sbaglio, le maree nere.
Ma io sono un inguaribile ottimista e mi piace pensare che non si può fare una frittata senza rompere le uova. Ma certo bisogna credere in un futuro migliore. Forse può sembrare strano che, all’interno di un sito di informazione tecnica, un tecnico possa fare … diciamo filosofia, ma è anche vero che all’interno di questo sito, oltre che competenze tecniche, mi sembra di cogliere una profonda sensibilità umana. E la cosa fa piacere all’ottimista che è in me che può continuare a sperare in uno sviluppo tecnologico indirizzato verso il bene di tutti e non solo di minoranze.