MSE: AVVIO DELLA BORSA DEL GAS

Energia, firmato il Decreto per l’avvio della Borsa del Gas
 

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha firmato il decreto che dà avvio alla prima fase della Borsa del gas che prevede, attraverso un mercato organizzato per gli scambi, assegnato al Gestore dei Mercati Energetici (GME), la gestione dei quantitativi crescenti di gas, con un percorso graduale e progressivo.

“L’avvio della Borsa – ha commentato il Ministro Scajola – consente immediati vantaggi al mercato attraverso una maggiore concorrenzialità e flessibilità nel mercato all’ingrosso. La disponibilità di un riferimento di prezzo legato all’incontro tra domanda e offerta darà una maggiore trasparenza all’intero settore e produrrà benefici di costo per tutti i consumatori”.  

 La prima fase prevede, dal 10 maggio, la destinazione verso il mercato organizzato di una quota relativa ai quantitativi di gas importato dai paesi extra UE, a cui gli operatori potranno aggiungere ulteriori offerte volontarie. In un secondo momento saranno venduti nello stesso mercato anche i quantitativi di gas prodotto in Italia di competenza dello Stato.

Nel decreto si definiscono le modalità con cui il GME, secondo quanto previsto dalla legge Sviluppo, assume la gestione di tale mercato, conferendone un ruolo sempre più attivo, a vantaggio degli scambi.

Il decreto: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/

  

Hausse de 9,5 % pour le prix du gaz

À partir du 1er avril prochain, le prix du gaz aux particuliers devrait augmenter très précisément de 9,5 %. La Commission de régulation de l’énergie (CRE), dont l’avis est désormais contraignant sur le sujet, se réunira demain matin pour examiner la proposition de GDF Suez.

Une proposition dont le régulateur a été saisi le 11 mars dernier et qui résulte de l’application de la formule tarifaire, parfaitement transparente, utilisée par l’entreprise. Cette formule reflète l’évolution du prix de la molécule de gaz. Mais il faut aussi ajouter les coûts hors approvisionnement (transport et distribution).

Si ce dossier ne souffre pas de contestation d’un point de vue économique, les choses risquent de se passer différemment sur le plan politique. Quelques jours après les élections régionales, une hausse des prix de l’énergie se révélera impopulaire aux yeux de l’opinion, plus sensible aux augmentations qu’aux baisses. Le dernier mouvement tarifaire, voilà un an, s’était soldé par une baisse de 11,3 %. Quant à la dernière hausse, elle remonte à l’année 2008. [Le Figaro.fr]