L’analisi della EWEA mostra che gli Stati Membri EU sono sulla strada per conseguire oltre il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, con 21 Stati Membri che raggiungeranno o supereranno gli obiettivi nazionali. Nei primi 21 Stati figurano 13 che eguaglieranno i loro obiettivi ed 8 che prevedono il loro superamento.
Solo in sei casi si prevede di non raggiungere gli obiettivi previsti utilizzando unicamente risorse interne, per quanto due di essi affermano che con ulteriori iniziative possano invece farcela. Comunque nessuno di questi sei Stati prevede di andare sotto un 1% del loro obiettivo.
Tra i primi della classe figura la Spagna, che ritiene di raggiungere il 22.7% di rinnovabili entro il 2020. Segue la Germania che prevede di superare il suo obiettivo del 18% di 0.7% punti. Anche Estonia, Grecia, Irlanda, Polonia, Slovakia e Svezia andranno oltre il loro obiettivi.
Le sei nazioni che invece non rispetteranno gli obiettivi sono il Belgio, l’Italia, il Lussemburgo e Malta, insieme a Bulgaria e Danimarca - le due nazione che potrebbero raggiungere i loro obiettivi con interventi ad hoc. L’ultima della gruppo di coda è l’Italia, che, per raggiungere il suo obiettivo prevede di importare energia da fonti rinnovabili da Paesi confinanti non appartenenti all’EU (Albania, Croatia, Serbia and Tunisia).
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L’EWEA ha tutto l’interesse ad esaltare le potenzialità di sviluppo delle energie rinnovabili. Pur tuttavia quanto riportato è credibile ed in tal caso, se le previsioni diffuse dall’EWEA dovessero rivelarsi veritiere, per noi italiani ci sarebbe da temere.
In primo luogo, nel paese del Sole avremmo mancato l’obiettivo minimo di produzione di energia da fonte rinnovabile; in secondo luogo, Grecia e Spagna, che hanno potenzialità similari alle nostre, avrebbero superato gli obiettivi minimi a loro assegnati rendendo ancora più amaro il nostro insuccesso. Infatti, il paragone con Spagnoli e Greci è tanto più castigante se confrontato con la loro situazione economica in termini di deficit/PIL: la Grecia è accusata di avere truccato i conti per nascondere una situazione economica difficile con un deficit stimato in oltre il 12% del PIL; la Spagna, senza arrivare al livello dei Greci, ha registrato un incremento di spesa pubblica che in prospettiva non piace ai mercati finanziari. In altri termini, in futuro i governi di Spagna e Grecia potrebbero essere costretti a ridimensionare il supporto agli investimenti nelle fonti rinnovabili più di noi. Pur tuttavia, l’EWEA ritiene che Spagna e Grecia centreranno gli obiettivo, noi no!
Come mai un giudizio così duro nei nostri confronti? Perché perfino la tanta vituperata Grecia è accreditata di maggiori prospettive nel settore delle rinnovabili? Probabilmente, per noi italiani è importante farsi un serio esame di coscienza volto ad individuare le ragioni che alimentano questo clima di sfiducia. Ognuno di noi probabilmente potrebbe trovare non una, ma tante valide spiegazioni; e forse è giunta l’ora di tirare fuori quello che abbiamo dentro! Non tanto per denunciare cosa c’è che non va nella locomotiva Italia, bensì per testimoniare gli uni agli altri che non siamo rassegnati, ma ancora vivi e capaci di reagire all’italica maniera. Con forza, inventiva ed ingegno possiamo ancora dimostrare che l’Italia può e deve essere il paese delle rinnovabili! A patto di crederci veramente …